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Il gradino del Giudizio

Siamo pronti per analizzare in dettaglio il momento in cui, all’interno del processo della scala di inferenza, formuliamo una valutazione negativa sull’individuo che abbiamo di fronte (Conclusioni e Convizioni) basandoci sugli elementi che abbiamo accumulato nei gradini precedenti. Questa valutazione generalmente provoca nel soggetto una momentanea sensazione di piacere e controllo: l’individuo sa con precisione come bisogna agire e ritiene di avere un pensiero lucido sia su come comportarsi che su cosa dovrebbe fare la controparte.

Tuttavia non siamo mai stati così lontani dal vero! Questi presunti giudizi, o giudizi erronei, sono in realtà uno specchio di qualcosa che non siamo capaci di vedere circa noi stessi.

Due sono le modalità di rappresentazione dello specchio:

Specchio Diretto: il giudizio critico verso l’altro evidenzia un pensiero, atteggiamento o comportamento che a nostro avviso andrebbe modificato; in realtà questo atteggiamento, pensiero o comportamento è precisamente già messo in atto … da noi stessi! Ad esempio potremmo concludere che il nostro responsabile è eccessivamente incline alle critiche e che dovrebbe calmierare questa tendenza; se nel formulare questo giudizio stiamo utilizzando un meccanismo di specchio diretto avremo in realtà colto un aspetto che ci appartiene profondamente. Saremo noi, magari in altri contesti, ad avere esattamente lo stesso atteggiamento che stiamo criticando nella controparte.

Poiché riconoscere le situazioni nelle quali formuliamo giudizi secondo il meccanismo degli specchi è pressoché impossibile (un individuo molto difficilmente riesce a riconoscere i propri specchi) può essere utile ricercarne la presenza proprio quando abbiamo spontaneamente un atteggiamento critico verso qualcuno. In questi casi è utile porsi la domanda se, scandagliando bene, una parte o tutto delle critiche che stiamo muovendo all’altro non siano in realtà applicabili proprio a noi stessi.

Specchio Inverso. Si verifica quando l’altra persona si comporta in una modalità che a noi stessi non siamo disposti a concedere. Ad esempio potremmo formulare un giudizio negativo verso un collega che mantiene un atteggiamento divertito ed informale durante i meeting per il semplice fatto che non siamo disposti a concedere a noi stessi lo stesso atteggiamento. È quindi utile la seguente domanda: la persona che sto criticando sta facendo qualcosa che non sto consentendo a me stesso di fare? Anche in questo caso riconoscere il meccanismo dello specchio è particolarmente difficile. Conoscendone l’ipotetica esistenza è possibile sondare all’interno dei propri giudizi negativi per rinvenire tutti quelli che possono corrispondere a qualcosa che potremmo voler fare ma che non ci concediamo.

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About Emanuele Donati

Emanuele Donati
Interested in innovative and challenging projects. Trying to anticipate innovation through full understanding of technologies and their fields of application. Improving human - machine interaction and fruition of new technologies for large masses.

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