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La Scala di Inferenza

Introduciamo un concetto, quello della Scala di Inferenza che ci accompagnerà in tutti i prossimi post, come schematizzazione del processo cognitivo che ci porta a conclusioni erronee ovvero alle “conversazioni difficili”.

scalaInferenza_1Alla base di questa scala troviamo i fatti che collezioniamo: gli accadimenti, ciò che vediamo succedere nella realtà che ci circonda. Tutto ciò che le persone hanno detto e fatto, da entrambe le parti, comprese le comunicazioni non verbali para verbali ed extra verbali vanno a finire in questo “magazzino della memoria”, accumulati per un utilizzo futuro. Oltre al contenuto informativo che viene scambiato tramite il linguaggio, quindi, per ciascun episodio si collezionano una miriade di informazioni ulteriori come la postura, il modo di parlare, il modo di vestire, la disposizione spaziale all’interno dell’ambiente.

Il secondo gradino della scala è rappresentato da quelle particolari evidenze, tra tutte quelle raccolte nel primo, che attirano in modo particolare la nostra attenzione e sulle quali ci focalizziamo. Le informazioni a disposizione sono presenti in quantità enorme, ed il nostro cervello tende a a selezionare e percepirne solo una minima parte. Va da se che qualsiasi episodio della nostra vita viene “filtrato” dal cervello ed immagazzinato solo secondo un certo tipo di informazioni: quelle che ci colpiscono. La particolare selezione che il nostro cervello applicherà all’insieme più vasto dei “fatti reali” andrà a selezionare un sottoinsieme di “fatti soggettivi” che sarà la base di informazioni sulla quale poggerà il successivo gradino della scala.

Il terzo gradino della scala è rappresentato dalle assunzioni che scaturiscono del sottoinsieme di fatti raccolti nel gradino precedente. È interessante notare che queste assunzioni, già fortemente a rischio di validità poiché suffragate solo da un sottoinsieme di evidenze, ovvero dedotte da un’osservazione solo parziale della situazione, non vengono quasi mai condivise con l’altra persona in causa ma rimangono all’interno dell’individuo sotto forma di pensieri interiori. Al terzo livello della scala inferenziale sarà quindi frequente imbattersi in deduzioni errate che per di più non verranno correttamente chiarite da un riscontro di verifica con l’altro.

Il quarto gradino della scala è quello delle conclusioni: l’individuo formula una teoria per unire tra loro in modo coerente le singole deduzioni, inventando quella che potremmo chiamare “una storia”. Quest’ultima diventerà un autentico credo per l’individuo, un compagno di viaggio che lo affiancherà nel suo rapporto con l’altra parte quasi a costituire una segreta verità da lui scoperta circa l’altro ma mai apertamente confidatagli.

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About Emanuele Donati

Emanuele Donati
Interested in innovative and challenging projects. Trying to anticipate innovation through full understanding of technologies and their fields of application. Improving human - machine interaction and fruition of new technologies for large masses.

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